Killer Mood
Un mio brevissimo racconto, antefatto di un romanzo urban fantasy a cui sto lavorando:
Levin non poteva credere ai suoi occhi, Sofia stava ancora prendendo a calci per poveraccio! Erano ormai dieci minuti che andava avanti così.
Basta, smettila!-
-Ma io non voglio smettere.-
-Smetti lo stesso, cazzo!-
-Che linguaggio, e in presenza di una signora per giunta.-
-Smettila! Immediatamente! Non vedi che è già morto,?-
-Se è già morto, il fatto che continui a prenderlo a calci non gli procurerà alcun fastidio, non credi?-
-Dio, sei proprio una psicopatica. Mi avevano avvertito, ma io non ho voluto credergli. Mi ero detto, una donna alta uno e cinquanta non può essere il mostro sanguinario che dicono. Mi sbagliavo.-
-Oh, povero caro, ti ho scioccato?-
-Scioccato è un tantino riduttivo. Dovevamo semplicemente fare irruzione nel magazzino usato dalla famiglia Albrizzi come luogo per il stoccaggio della droga proveniente dalla Bolivia e cercare di rovinare le transazioni in corso. Nessuno ci ha ordinato di fare un bagno di sangue!-
-E non l’abbiamo fatto. Hai solo sporcato un po’ il tuo completo firmato con qualche macchiolina di sangue. Tra l’altro nessuno ti ha mai detto che non è il caso di mettersi in tiro quando si deve lavorare?-
-Qualche macchiolina?! Hai sparato alla testa della prima guardia da due centimetri!! Il suo cervello è esploso in ogni direzione e la sua materia grigia ha deciso di prendere a bersaglio specialmente la mia giacca nuova!!!!!!!!! Che bisogno c’era di uccidere tutti?! Hai sparato, sgozzato, pugnalato, pestato più di venti uomini mentre ti coprivo la schiena e ancora non ti basta!!!!!! Lascia in pace quel cadavere e usciamo di qui!-
-Guastafeste. Non mi lasci mai divertire. Immagino che la tua fretta sia dovuta al fatto che speri di riuscire a smacchiare il tuo abito se agisci prima che il sangue si indurisca. Sei il figlio di puttana più vanitoso egocentrico e fashionista che abbia mai conosciuto! Dio, sei peggio di una donna!-
-Non sembravi della stessa opinione la notte scorsa.-
-Sì, bè, a letto ci sai fare…. nonostante la tua ossessione per gli abiti, questo devo ammetterlo. Ma sul lavoro sei una noia!.-
-E tu sei un mostro assetato di sangue e violenza! Se qualcuno ha il diritto di lamentarsi per il proprio patner sono io, non certo tu!!!!! E ora metti via quel coltello per l’amor di Dio! E’ già morto, ti ho detto!Cosa vuoi fare? Estrarre il cuore di quel poveraccio?!-
-Voglio solo prendere un piccolo souvenier…-
-No, assolutamente no! Niente souvenier!-
-Ma io….-
-E non provare a mettere il broncio o a fare gli occhioni tristi, non funziona con me.-
-Quando siamo a letto funziona.-
-Già, ma non siamo a letto e io sono già incazzato nero con te, perciò metti via quel cazzo di coltello e andiamo via ! Subito!!!!-
-Rompipalle!-
-Psicopatica!-
-Damerino!-
-Pazza furiosa!-
-Guastafeste!-
…………………….
-Ci vediamo da me stanotte?-
-Va bene.-
Uscirono dal magazzino e lasciarono dietro di loro una scia di sangue. Sofia si guardò indietro con rimpianto, avrebbe veramente voluto prendere un souvenir. Avevano davvero fatto un bel lavoro. Pulito. O meglio, pulito per i suoi standard. Levin probabilmente non la pensava così, avrebbe preferito che avesse lasciato in vita almeno uno dei trafficanti…..ma in quel caso non sarebbe stato più un lavoro pulito…non lo capiva? Solo uccidendo tutti si poteva stare certi che nessuno sarebbe mai venuto a vendicarsi. Era perfettamente logico comportarsi come lei si comportava e che male c’era se provava piacere nel farlo? Non era sempre meglio amare il proprio lavoro? Tutto questo pensare le faceva venire il mal di testa, e sicuramente non valeva la pena crucciarsi tanto per colpa di Levin. Quel damerino.
-Io vado a parlare col capo, cercherò di presentare i fatti….in modo accettabile.- le disse Levin con una smorfia.
Figlio di puttana imbevuto di gel per capelli! Come osava comportarsi come se facesse uno sforzo per sopportarla! Come se dovesse coprire dei suoi errori! Lei non commetteva errori! Mai!
-Devi solo dirgli ciò che è successo, non farla tanto lunga. Quando vedrà la scena capirà comunque come sono andate le cose, la mia mano è inconfondibile e Lui non si è mai lamentato di me. Mai.-
Levin sospirò. –Probabilmente persino lui ha paura di una psicopatica come te. Almeno un po’. E dove altro potrebbe trovare una macchina per uccidere dall’aspetto innocente come te. Sei troppo preziosa nonostante i tuoi innumerevoli difetti.- altro grosso sospiro.
-Difettti? Difetti?- gli urlò. Ok questo era troppo. Sofia prese una breve rincorsa e poi si scaraventò contro Levin, assestandogli un pugno in pieno stomaco.
-Ouch!.- Levin finì steso, a terra, senza fiato, le braccia strette contro lo stomaco dolorante.
-Difetti?!- gli urlò in faccia di nuovo.-Bada a come parli piccolo verme effeminato o rischi di finire schiacciato!
Levin si risollevò con una smorfia e le si avventò contro. I due finirono a lottare sul pavimento di cemento. Levin riuscì, grazie alla sua maggior forza a bloccare Sofia. –Smettila di dimenarti pazza furiosa! Cosa ti è saltato in mente di colpirmi?-
Sofia continuò a muoversi per liberarsi, usando unghie e denti. –Cosa mi è preso? Tu ti credi superiore a me! Ecco cosa mi prende! Bastardo! Dire a Me che Io sbaglio! Commetto errori! Ho dei difetti! Io ti uccido, come è vero Dio ti strappo il cuore e te lo faccio ingoiare! Bastaaaaaaardo!.- muovendo la lingua raggiunse la lametta che teneva sempre contro il palato in caso di emergenza e la spostò verso le labbra facendola uscire in parte dalla bocca, poi con uno scatto della testa la usò contro il braccio di Levin.
-Ahhhhhhhh! Cristo! Ma tu sei pazza! –
-No tu sei pazzo se vuoi metterti contro di me.-
-Meterti contro di te? Ma se non ho fatto niente! Niente! Ho solo osato dire che non sei perfetta! Cristo! E tu per questo mi vuoi uccidere? Non ti sembra una cosa da pazzi?!- le urlò contro Levin
-Io non sono pazza! Non sono pazza non sono pazza- la voce di Sofia diventava sempre più acuta. –Non sono pazza.- si portò le mani alla testa. Cristo sembrava stesse per scoppiarle!
Levin sospirò di nuovo. Con un fazzoletto tamponò il taglio al polso e poi contò mentalmente fino a cento cercando di calmarsi. Doveva controllarsi o le cose sarebbero finite male, Sofia era notoriamente instabile e al momento sembrava essere in una delle sue fitte paranoiche. Cosa aveva fatto di male per meritarsi una patner del genere? Certo aveva ucciso, aveva rubato, aveva…..sì, forse se lo meritava, ma non per questo doveva piacergli. Sospirò di nuovo.
Doveva fare in modo che Sofia si calmasse, una delle sue crisi avrebbe potuto rivelarsi molto, troppo pericolosa, perfino per lui. Ah come era dura la vita dei killer al giorno d’oggi, specialmente dei killer che dovevano fare da babysitter a killer psicopatici. Sofia era una eccellente macchina per uccidere, nonostante o meglio grazie proprio alla sua….come poteva chiamarla? Pazzia era troppo forte…schizofrenia? Instabilità mentale? Bè, comunque si volesse chiamarla, il fatto era che ciò che la rendeva una killer perfetta la rendeva anche pericolosa per tutti, come una bomba ad orologeria pronta a scoppiare in ogni momento.
E lui non voleva scoppiasse proprio stasera…..anche perché gli era stato promesso sesso e cavolo! Si meritava di ottenerlo dopo tutto quelle che gli toccava sopportare!
-Sofia! Sofia! Cazzo calmati!-
-Non sono pazza!-
-Certo che non sei pazza, in questo momento sei solo….sei solo….agitata. Ecco, sì, agitata e sai come l’agitazione possa farti male. Perciò cerca di calmarti un attimo, fai respiri profondi e pensa a qualcosa che ti piace. Che ne so…..carneficine, laghi di sangue…cose del genere.-
-Non riesco a calmarmi, sono troppo incazzata con te per calmarmi!-
-Ti chiedo scusa ok! Non volevo farti incazzare, ma non farla tanto lunga, mi hai staso a terra e tagliato direi che ti sei vendicata.-
-Se ti avessi sventrato saremmo pari, forse, ma così no di certo!-
-Dio come sei permalosa! Vai a farti fottere se ti aspetti che mi scusi di nuovo ti sbagli!-
-Lurido bastardo!.-
-Lurida bastarda!.-
-Ti odio!.-
-Ti detesto!.-
…….
-Facciamo sesso comunque stasera, vero?.-
-Certo, come no, dopo che ti ho steso per terra e preso a calci fino a farti sanguinare!
Sofia gli mollò un calcio nell’inguine riducendolo al silenzio, finalmente. Uomini! Tutti porci senza cuore né cervello.
-Non chiamarmi e non farti sentire vivo con me per almeno tre giorni. Forse per allora mi sarà sbollita la rabbia e non ti ucciderò appena ti vedo.-
Detto questo Sofia si allontanò nella notte lasciando Levin a terra che con le mani si teneva i gioielli di famiglia.






























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